Disturbi intestinali che non passano

Gonfiore, alvo irregolare, digestione bloccata. Prima di proporti un trattamento, misuriamo cosa sta succedendo.

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Ti riconosci?

La mattina mi sveglio con la pancia piatta, ma la sera sembro incinta
Passo da giorni di stitichezza a improvvisi attacchi di diarrea, senza un motivo
Ho eliminato glutine, lattosio e legumi, e continuo a stare male uguale
Mi sento pieno dopo tre bocconi, come se non ci fosse spazio
Dopo pranzo mi cala una nebbia mentale che non mi fa concentrare
Ho cistiti o candida che tornano appena finisco la terapia

Cosa può esserci sotto

Batteri nel posto sbagliato

Batteri che normalmente vivono nell'ultimo tratto dell'intestino risalgono dove non dovrebbero. Lì fermentano il cibo prima che venga assorbito: da qui il gas, il gonfiore che peggiora nel corso della giornata e il malassorbimento. Quando prevalgono i produttori di metano il quadro vira verso la stitichezza ostinata.

Fermentazione eccessiva nel colon

Alcuni zuccheri presenti in pane, pasta, legumi e frutta arrivano al colon senza essere assorbiti e vengono fermentati rapidamente, richiamando liquidi e producendo gas. È il motivo per cui chi elimina il glutine a volte migliora: spesso non è la proteina, ma i carboidrati fermentabili del frumento.

Barriera intestinale indebolita

L'infiammazione prolungata allenta le giunzioni fra le cellule della parete intestinale. Frammenti di cibo e tossine batteriche passano nel sangue e tengono il sistema immunitario in allerta costante. Poiché gran parte delle difese immunitarie risiede nell'intestino, questo spiega perché compaiono sintomi lontani dalla pancia: stanchezza, nebbia mentale, pelle, dolori vaganti.

Motilità rallentata e asse intestino-cervello

Fra un pasto e l'altro l'intestino esegue contrazioni di pulizia governate dal nervo vago. Se quel comando è indebolito — da stress prolungato, da una cicatrice addominale, da un intervento — il contenuto ristagna e i batteri proliferano. L'intestino produce inoltre la maggior parte della serotonina dell'organismo: quando la flora è alterata, la produzione cambia, e ansia e dolore viscerale si alimentano a vicenda.

Fattori che alimentano lo squilibrio

Un'alimentazione ripetitiva, ricca di zuccheri e povera di varietà vegetale, impoverisce la flora. Cicli ripetuti di antibiotici la azzerano e non sempre si ricostituisce da sola. A questo si aggiungono i residui presenti negli alimenti e, in una parte dei casi, infezioni parassitarie mai riconosciute. Sono fattori che raramente agiscono da soli, ma che spiegano perché il problema si ripresenta appena si sospende un trattamento.

Cosa misuriamo

Anamnesi strutturata dei sintomi

Cosa dice

Trasforma i sintomi in un punteggio confrontabile nel tempo, invece di "va un po' meglio".

Come si fa

Colloquio guidato da questionario.

Durata: 30 min

Classificazione di Bristol

Cosa dice

Consistenza e transito, con una scala standard usata in tutto il mondo.

Come si fa

Scala illustrata, compilata insieme.

Durata: 5 min

Esami di approfondimento

Cosa dice

Quando la valutazione lo indica, esami mirati sulla causa sospetta — sovracrescita batterica, permeabilità, composizione della flora.

Come si fa

Prescrizione in laboratorio convenzionato.

Referto: una-tre settimane

Cosa possiamo fare

Spegnere l'infiammazione

Quando l'intestino è infiammato da mesi, i sintomi restano anche a dieta corretta. L'ozonoterapia sistemica e l'idrogeno inalatorio agiscono su questo fondo infiammatorio, che è la ragione per cui eliminare glutine e lattosio spesso non basta.

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Intervenire sui microrganismi e sul biofilm

Se lo screening indica una sovracrescita batterica o una candidosi ricorrente, l'insufflazione rettale di ozono agisce localmente, dove il problema è. Non si propone a tutti: si propone quando gli esami dicono che serve.

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Reintegrare ciò che non viene assorbito

Un intestino danneggiato non assorbe, e la carenza mantiene il danno. Le infusioni endovenose di vitamine del gruppo B, vitamina C, zinco e glutatione saltano il passaggio intestinale e portano ai tessuti quello che serve per riparare.

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Sbloccare la motilità

Una cicatrice da cesareo o da appendicectomia può interferire con i nervi che regolano il movimento intestinale, anche a distanza di anni. La terapia neurale agisce su questi punti; la stimolazione del nervo vago in studio lavora sullo stesso circuito.

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Quello che impari a gestire da solo

Tra una seduta e l'altra, e dopo, ci sono cose che puoi fare senza di noi: esercizi di respirazione e stimolazione vagale, punti da trattare con la digitopressione quando la tensione torna. Te li insegniamo in studio e li porti a casa.

Il primo passo

Il primo passo è una valutazione: anamnesi strutturata, classificazione del transito, e — se serve — esami mirati sulla causa sospetta. Da lì si decide insieme, con un punto di partenza misurabile.